Convegno Internazionale
Democrazia e fiducia
nelle società complesse
Istituzioni, soggettività, conflitti
11–12 giugno 2026 · ore 9.00 ·
University Club · Università della Calabria
Il programma
11 giugno
Ore 9.00
Apertura del convegno
Saluti del Rettore
Saluti del Direttore del Dipartimento
Introduzione dei lavori Pietro Fantozzi
Ore 10.00 Prima Sessione Chair Walter Greco
Walter Greco (Università della Calabria)
Democrazia e fiducia: un rapporto sempre più fragile?
François Dubet (Università di Bordeaux)
Le sfide e le poste in gioco: sfiducia, populismo e indebolimento del legame politico
Paolo Ceri e Francesca Veltri (Università di Pisa)
Movimenti e democrazia nelle società complesse
Ore 11.15 Seconda sessione (Chair: Antonella Coco)
Lorenzo Viviani (Università di Pisa)
Personalizzazione, leadership e democrazia
Maria Mirabelli (Università della Calabria)
La fiducia nelle istituzioni
Francesco Raniolo (Università della Calabria)
Le condizioni culturali della democrazia. (S)fiducia dei cittadini
e (ir)responsabilità delle élite
12.15–13.30 Dibattito (discussione plenaria) Chair Walter Greco
Pomeriggio
15.00–17.30 Workshop
17.30 – 18.00 Restituzione Plenaria
12 giugno
Ore 9.30 Terza Sessione Chair Vincenzo Fortunato
Giovanni Moro (Università La Sapienza di Roma)
Società civile e qualità della democrazia
Catherine Wihtol de Wenden (SciencePo Parigi)
Società e migrazioni: democrazia sotto pressione?
Ore 10.15 Quarta sessione (Chair: Anna Elia)
Emmanuel Jovelin (CNAM Parigi)
L’inospitalità come lato nascosto della democrazia in Europa.
Manuel Boucher (Università di Perpignan)
La sfida della democrazia e la ghettizzazione della società
Jean-Louis Laville (CNAM Parigi)
La democrazia dal basso come risposta alla crisi
11.30–12.30 Tavola rotonda
12.30–13.00 Conclusioni
Il convegno
Negli ultimi anni, la democrazia è entrata in una fase di trasformazione profonda che non può essere ridotta a un semplice declino della partecipazione o a un generico aumento della sfiducia. Ciò che appare in gioco è il modo stesso in cui le società contemporanee costruiscono legittimità, organizzano il conflitto e rendono possibile l’azione collettiva in contesti segnati da complessità e instabilità. La fiducia, lungi dall’essere un presupposto dato, emerge come una posta in gioco centrale: terreno di tensione, di rinegoziazione e, talvolta, di radicalizzazione.
In questa prospettiva, comprendere la crisi democratica significa interrogare le metamorfosi della fiducia, i suoi nuovi oggetti e le sue nuove forme, nonché i dispositivi attraverso cui essa viene prodotta, erosa o redistribuita.
Fiducia
La crisi delle democrazie contemporanee non coincide soltanto con una diminuzione della fiducia nelle istituzioni: riguarda anche la trasformazione delle condizioni sociali e simboliche che rendono la fiducia operativa. La fiducia necessaria alla democrazia non è un generico atteggiamento morale, ma un dispositivo collettivo fondato su significati condivisi, capace di sostenere continuità dell’azione comune e cooperazione in contesti segnati da instabilità e conflitto.
Complessità
Nelle società contemporanee l’azione politica si muove dentro un’eccedenza permanente di opportunità e rischi. In questo scenario la fiducia funziona come meccanismo selettivo: non elimina l’incertezza, ma la rende praticabile, consentendo decisioni e coordinamento senza dover riaprire continuamente tutte le alternative possibili. Quando però non produce modelli di azione condivisi, la fiducia perde la sua funzione coesiva e diventa un costo cognitivo ed emotivo: aumentano ritiro, disimpegno e depoliticizzazione.
Legittimità
La democrazia moderna non si fonda su fiducia illimitata, ma su un equilibrio dinamico tra autorizzazione e critica, consenso e controllo, adesione e vigilanza. Oggi questo equilibrio si altera: crescono astensionismo e partecipazioni intermittenti, mentre l’insicurezza diffusa può favorire forme più verticistiche e securitarie di governo. La sfiducia non appare allora come un fenomeno esterno, ma come una manifestazione interna della crisi delle strutture che dovrebbero produrre prevedibilità politica e orizzonti di senso condivisi.
Rappresentanza
Quando la rappresentanza viene ridefinita attraverso logiche di semplificazione radicale, la fiducia tende a concentrarsi e a personalizzarsi. Non scompare: cambia bersaglio. Si trasforma in lealtà diretta verso figure individuali, spesso costruita nello spazio mediatico attraverso bisogni immediati e paure collettive. Ne risulta una fiducia emotivamente intensa ma politicamente fragile: oscilla rapidamente e può rovesciarsi in delegittimazione altrettanto rapida. In questo senso, la crisi può essere letta anche come problema di “fiducia mal collocata”, incapace di reggere pluralismo e dissenso.
Conflitto
La qualità democratica dipende dalla capacità di istituzionalizzare il conflitto, riconoscendolo come dimensione costitutiva della vita collettiva. Quando tale capacità si indebolisce, il pluralismo viene negato o ridotto a contrapposizione moralistica: i movimenti possono trasformarsi in contro-movimenti, l’identità in chiusura, il dissenso in esclusione o violenza simbolica. La crisi democratica non è dunque un semplice deficit morale, ma una trasformazione ancora in corso delle modalità con cui le società cercano di rendere praticabile l’azione collettiva in ambienti competitivi e insicuri.
Il convegno internazionale “Democrazia e fiducia nelle società complesse. Istituzioni, soggettività, conflitti” propone uno spazio di confronto critico e interdisciplinare su queste metamorfosi, mettendo in dialogo prospettive teoriche ed empiriche, analisi macro e micro, ricerche strutturali e studi situati. L’attenzione sarà rivolta ai processi di produzione, erosione e redistribuzione della fiducia, alle asimmetrie che la attraversano e ai nessi tra fiducia, potere e conflitto, evitando letture semplicistiche in un contesto segnato da polarizzazione, disintermediazione e crisi della capacità regolatrice istituzionale.
I workshop
Asse 1 – Fiducia, istituzioni politiche e crisi di regolazione
(Chair Antonio Costabile e Antonella Coco)
Questo asse è dedicato all’analisi delle trasformazioni del rapporto tra fiducia e istituzioni politiche nelle società contemporanee. La crisi della rappresentanza, l’indebolimento delle mediazioni tradizionali e la crescente distanza tra cittadini ed élite politiche interrogano la fiducia non più come fondamento stabile della legittimità democratica, ma come risorsa instabile, selettiva e spesso conflittuale. Fenomeni quali i populismi, la personalizzazione del potere e la delegittimazione delle élite vengono qui interpretati come espressioni di una ristrutturazione profonda dei legami fiduciari che sorreggono – o mettono in crisi – l’ordine democratico.Fiducia, istituzioni politiche e crisi di regolazione
Asse 2 – Fiducia, partecipazione politica, astensionismo
(Chair Roberto De Luca e Domenico Fruncillo)
Questo asse analizza la fiducia come risposta sociale all’incertezza strutturale che caratterizza le società complesse. La generalizzazione del rischio, la precarizzazione delle traiettorie biografiche e l’erosione delle cornici normative condivise trasformano la fiducia in una condizione al tempo stesso necessaria e problematica dell’azione sociale. I rapidi mutamenti in atto riducono i campi di applicazione delle relazioni fiduciarie, producendo una contrazione delle aspettative e rendendo più visibili i conflitti di fidelizzazione, ovvero le tensioni tra appartenenze e lealtà differenti, ad esempio tra credo religioso e cittadinanza politica, tra legami comunitari e richieste istituzionali.
Asse 3 – Migrazioni, riconoscimento e asimmetrie della fiducia
(Chair Valentina Fedele)
Questo asse pone le migrazioni al centro dell’analisi, assumendole come osservatorio privilegiato delle trasformazioni delle relazioni fondate sulla fiducia. Le esperienze migratorie rendono particolarmente visibili le asimmetrie fiduciarie che attraversano le società complesse: chi può essere considerato affidabile, chi deve dimostrare continuamente la propria legittimità, chi è escluso a priori dai circuiti del riconoscimento. La fiducia viene qui interrogata nei suoi nessi con i confini politici e simbolici, con i dispositivi di controllo e selezione, con le pratiche di accoglienza e contenimento, e con i processi di soggettivazione imposti o negoziati dai soggetti migranti. L’asse accoglie contributi che analizzano la fiducia intergruppi, le relazioni tra maggioranze e minoranze, il ruolo delle istituzioni e dei contesti locali, nonché le forme di resistenza, adattamento e riappropriazione soggettiva che emergono nelle traiettorie migratorie.
Asse 4 – Comunicazione, tecnologie spazio pubblico e fiducia
(Chair Olimpia Affuso)
Questo asse esplora le trasformazioni della fiducia nello spazio pubblico, con particolare attenzione al ruolo dei media, delle piattaforme digitali e degli algoritmi. La fiducia è qui analizzata come costruzione mediatizzata e spesso instabile, inscritta in ecosistemi informativi caratterizzati da disintermediazione, polarizzazione e asimmetrie di potere. I contributi possono interrogare il rapporto tra fiducia, informazione, disinformazione, governance algoritmica e ridefinizione dell’autorità simbolica.
Asse 5 –Trasformazioni del welfare e politiche sociali
(Chair Sabina Licursi e Giorgio Marcello)
L’ultimo asse mette in relazione la fiducia con le trasformazioni dei dispositivi di protezione sociale. Politiche di welfare e sistemi di redistribuzione sono analizzati come ambiti cruciali di produzione ed erosione della fiducia sistemica, soprattutto quando producono effetti discriminatori. Particolare attenzione è rivolta alle dinamiche di disuguaglianza, ai conflitti sociali, ai movimenti e contro-movimenti che emergono laddove la fiducia istituzionale e la regolazione pubblica si indeboliscono.
Informazioni e modalità di partecipazione
lIl convegno, che avrà il patrocinio della Sezione di Sociologia Politica dell’Associazione Italiana di Sociologia, accoglie contributi teorici, analisi empiriche, studi comparativi e riflessioni metodologiche. È rivolto a studiose e studiosi di sociologia, scienza politica, filosofia sociale, antropologia, studi culturali, economia politica e discipline affini.
Gli abstract (circa 500 caratteri, in italiano, inglese o francese) dovranno indicare chiaramente il quadro teorico di riferimento, le domande di ricerca e, ove pertinente, il contesto empirico analizzato.
Scadenze
Invio degli abstract: 01/4/2026
unicamente attraverso il form contenuto in questa algina nella sezione “Registrazione” specificando il workshop a cui si intende indirizzare il paper, il nome e cognome, e l’eventuale struttura di riferimento.
Notifica di accettazione: 15/4/2026
Mail del convegno capirelab.unical@gmail.com
Durante le sessioni plenarie sarà garantita la traduzione simultanea dal francese all’italiano e dall’italiano al francese.
È attualmente allo studio la possibilità di rendere i lavori del convegno accessibili anche online.
La partecipazione è gratuita mentre è obbligatoria la registrazione attraverso il form di seguito riportato nella sezione apposita .
È prevista la possibilità di una pubblicazione selezionata dei contributi in volume collettaneo.
